
Negli ultimi anni una delle domande primarie che si pongono i cittadini italiani è in merito alla sostenibilità e all’impatto ambientale del Ponte sullo Stretto. Un progetto ideato da generazioni e che ha visto spendere fondi pubblici rilevanti senza che si sia mai messo un mattone per la sua realizzazione.
Lasciando stare le considerazioni personali su come sia possibile pensare a un’opera come quella senza riuscire a realizzare prima progetti su scala più ridotta, torniamo al punto centrale, il Porto di Tremestieri.
Che gli effetti erosivi del mare e i venti di scirocco che colpiscono la nostra costa siano un problema da affrontare e non da sottovalutare per poter portare a termine l’opera credo sia indubbio. Detto questo, è questo il problema?
Non proprio. Basta considerare come parlava il sindaco della città metropolitana di Messina Federico Basile al “Quotidiano di Sicilia”, nell’ormai lontano gennaio 2024: “Opera completa entro 500 giorni dall’inizio dei lavori”.
Le parole del primo cittadino non risultano del tutto sbagliate. In che senso?
Quei 500 giorni non hanno visto ancora il via definitivo, se non con qualche lavoro che non ha visto un seguito. La supervisione del progetto è passata all’ingegnere Francesco Di Sarcina, commissario per la realizzazione dell’infrastruttura, ma ad oggi per descrivere la soluzione anche dire che la data di fine lavori è lontana è riduttivo.
La nuova impresa che è subentrata alla precedente appaltatrice è la Bruno Teodoro Costruzioni. Secondo la società con sede a Capo d’Orlando, ci sarebbe la soluzione per risolvere il problema: la realizzazione di una diga foranea. Essa dovrebbe diventare l’elemento cardine per portare il progetto a conclusione, perchè permetterebbe di evitare che le mareggiate che si abbattono puntualmente sul molo nel periodo invernale possano ritardare i lavori via mare.
Dal sito ufficiale gruppobruno.it, possiamo leggere che tra gli interventi, spicca la costruzione di “accropodi in cemento armato, fondamentali per proteggere il molo e il litorale dagli effetti erosivi del mare.”
Tutto perfetto vero? Non proprio…
I lavori per la diga sarebbero dovuti iniziare in piena estate, ma hanno subito ritardi significativi e, ad oggi, risultano non ancora avviati a pieno regime.
Un po strano…ci colperà la “burocrazia”?